Da Asfalto, il blog delle persone senza dimora vi proponiamo questa bella intervista a Gianni, musicista e madonnaro, da più di vent’anni vive sulla strada suonando e dipingendo. Questa è un’intervista spontanea su come è cambiata la strada e la sua gente da vent’anni.
Tutti pazzi per le micro web tv. Il servizio del tv7 sul fenomeno delle micro web tv. E…ovviamente ci siamo anche noi!
Il Video della canzone per i volontari “Vedrai”, realizzato da Caritas Ambrosiana
Teatro, creatività e “diversità”.
La compagnia teatrale “Baciati di Luna” mette in scena la bellezza che deriva dal fatto che siamo tutti diversi..per fortuna
Il servizio è di Luigi Russo
Eccovi un breve resoconto di una bella serata piena di colori, musica e gioia! si tratta della Festa Multietnica della Caritas di Catania.
Le foto sono di Grazia Di Stefano e il montaggio del video di Roberto De Cervo, entrambi nostri Redattori di Strada.
Il libro del nostro caro Stefano Bruccoleri, Redattore di Strada inviato speciale da Bologna.
Ve lo consegniamo…
Segnaliamo a tutti i nostri visitatori questa bella iniziativa dei “missionari di strada”, che avrà luogo da 7 al 15 agosto a Selinunte e alla quale prenderemo parte anche noi di Telestrada.
Info: www.insiemecamminare.it
Mario Masini
SCHEGGE DAL SOGNO
L’Autore Libri Firenze
pagg. 204 € 17,60
Il gruppo di volontari dell’unità di strada ogni sera, sia che ci sia pioggia, vento o la calura umida dell’estate, porta cibo, coperte, bibite, farmaci e quant’altro occorre per la sopravvivenza a quella fascia di umanità che per scelta o per necessità non ha fissa dimora e vive in strada costruendosi, sotto i ponti, i portici, un riparo fatto di cartoni, fogli di plastica o di giornale.
Nessuno conosce la loro storia perché loro stessi l’hanno dimenticata o rifiutata. Ma sono esseri umani come noi e, in qualche periodo di tempo, devono pur aver praticato un tipo di vita simile alla nostra.
Mario Masini, poeta e pittore, con la sensibilità dell’artista ha costruito una storia per un “barbone” (comunemente così definito chi vive ai margini della società), cioè il protagonista del libro da lui scritto e pubblicato da L’Autore Firenze Libri.
La narrazione si dipana fra sogno e illusione fantastica, arricchiti da frammenti di ricordi di vita reale. Snodandosi sul filo della memoria divisa fra realtà sognata e realtà vissuta, la “storia” attinge a quel serbatoio di eventi che, restando racchiusi – e prigionieri – nel nostro interno, creano nella mente una frattura. Emergono rimorsi, fantasmi, sensi di colpa e istinto di morte che nella vita si curano con la psicoanalisi. Nel racconto, invece, allucinazioni e sprazzi di memoria si intrecciano al punto da non capire, il protagonista, come sia diventato “barbone” lui, un uomo che aveva avuto una vita normale, dei sentimenti sani, un lavoro onesto, una famiglia, poi distrutti da un tragico evento da egli stesso provocato. Il conseguente senso di colpa lo ossessiona senza tuttavia riuscire a fargli ricordare la causa e l’origine.
Ma cos’è accaduto a quest’uomo al punto da farlo ridurre un “barbone”? Si chiama Marcello ed ha un lavoro di tipografo. E’ felicemente sposato con Lorenza. Hanno una figlia, Giulia, che va a scuola e vive la sua adolescenza fra lo studio e gli incontri con un’amica, Elena, il cui padre non gode della simpatia di Marcello. Ma un giorno misteriosamente, questa amicizia si spezza. Giulia si chiude in sé e non dà risposte agli interrogativi dei genitori. Finché non confida alla madre una cosa terribile che riguarda l’amica Elena. Decidono di andare in montagna per far svagare Giulia ma qui avviene una fatalità di cui è causa lo stesso Marcello. Questi cade in depressione: Giulia non c’è più. Smette di andare in tipografia e trascorre il suo tempo macerandosi nel rimorso. Dopo qualche tempo Lorenza decide di reagire mettendosi a lavorare anche perché ormai non hanno più mezzi di sopravvivenza. Ma il suo stato nervoso, troppo provato, la spinge a mettere fine alla sua vita. Così Marcello diventa un “barbone”.
Questi fatti, nel racconto, vengono mescolati tra passato e presente con un velo di ironia per smussare la tragicità degli eventi che, via via, emergono dalla memoria ferita tantoppiù che una circostanza nuova porterà il “barbone” a confrontarsi col mondo civile in cui però non si riconosce più. Ne resta frastornato. E’ così che l’invenzione letteraria prelude al romanzo giallo basato sull’inesplicabilità dei fatti che man mano si presentano ma che alla fine, come i tasselli di un mosaico, ricompongono la memoria che riporterà il protagonista alla coscienza del definitivo rifiuto di sé.
Elsa Emmy
Recensione del film: “Si può fare”
Regista: Giulio Manfredonia