Le caratteristiche delle nocciole piemontesi

Le caratteristiche delle nocciole piemontesi

Le origini

Da sempre, il nocciolo è stato uno dei primi alberi coltivati proprio per i suoi preziosi frutti dall’alto valore nutrizionale, che fornivano una fonte di energia sicura ed immediata. I greci e i romani furono i primi a capirlo, e consideravano questa pianta il simbolo del benessere e della felicità, di solito usavano regalarla ad amici o familiari come augurio affinché la piantassero nel loro orto.
La coltivazione di nocciolo era già presente in Piemonte dall’epoca romana. Ma è grazie all’intuizione brillante del Prof. Emanuele Férraris che, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, è stata introdotta e diffusa questa coltura nel comprensorio dell’Alta Langa.
Infatti, Férraris va a dimostrare che il nocciolo garantiva maggior produttività e, soprattutto, era maggiormente resistente alle infezioni parassitarie rispetto alla vite. Dunque, tra gli anni 60 e 70 abbandonata la vite e intrapresa la coltivazione della nocciola è stato possibile ottenere ottime prestazioni assieme richieste sempre maggiori del prodotto da parte dell’industria dolciaria.

Caratteristiche e disciplinare

La nocciola del territorio piemontese è amata in tutto il mondo, tanto da essere chiama “regina” mondiale delle nocciole grazie alle sue caratteristiche qualitative che le forniscono grande pregio.
L’eccellenza della Nocciola Piemonte IGP, un frutto a guscio, prodotto e raccolto tra agosto e settembre, è apprezzato in modo particolare dall’industria dolciaria che la commercializza, oltre che come semplice frutta secca, sotto forma di creme spalmabili, per realizzare dolci, farina e olio.
Secondo il disciplinare di produzione, a livello estetico e organolettico, la nocciola piemontese si caratterizza per:

  • forma sferoidale del frutto, molto facile da sgusciare meccanicamente;
  • dimensione non uniforme, il cui calibro oscilla da 17 a 21 mm;
  • guscio medio-sottile, dal color nocciola mediamente intenso, con scarsa lucentezza e numerose striature (poco visibili);
  • polpa compatta e croccante, dalla perfetta conservatività;
  • perisperma (il rivestimento che avvolge il seme) di medio spessore, il quale può essere staccato con facilità dopo la tostatura;
  • aroma delicato ma persistente.
Il disciplinare prevede espressamente che la Nocciola Piemonte IGP debba essere immessa sul mercato intera in guscio, sgusciata e tostata, o anche come granella, farina o pasta.

Proprietà organolettiche

Alcuni studi hanno dimostrato che, grazie alle loro proprietà organolettiche, consumare regolarmente le nocciole ha effetti positivi sulla salute umana.
Infatti, la nocciola contiene un numero significativo di aminoacidi essenziali e di vitamina E (potente antiossidante) ed è ricca di lipidi: la frazione lipidica è costituita per più del 40% da acidi grassi monoinsaturi (come l’acido oleico) ed è caratterizzata da un alto rapporto di monoinsaturi/polinsaturi rispetto all’altra frutta secca. Proprio per questo una dieta con un consumo sostanzioso di acido oleico aiuta a mantenere un basso livello del colesterolo “cattivo”, innalzando, invece, il livello di quello “buono”, il quale si occupa di contrastare l’insorgere di problemi vascolari.
Per tutti questi motivi, la nocciola si presenta come un frutto dalle nobili proprietà benefiche e salutari, da alcuni considerata addirittura un elisir di lunga vita. Tuttavia occorre stare molto attenti a non consumarla in maniera eccessiva perché questo frutto tondo e gentile ha un apporto calorico di circa 700 Kcal per 100g.Zona di produzione e riconoscimento IGPLe buonissime nocciole vengono prodotte in un lembo di terra nel sud del Piemonte, precisamente nelle colline delle Langhe, Roero e Monferrato (dal 2014 Patrimonio Unesco).
La produzione della “nocciola più buona del mondo” è consentita solo all’interno di alcuni comuni situati nelle province di Cuneo, Asti, Torino, Biella, Novara e Vercelli. Questo perché il territorio ha un clima perfetto per la sua coltivazione “a cespuglio”: l’albero di nocciole teme il troppo caldo e il troppo freddo; predilige, dunque, un clima mite e ben ventilato, senza eccessivi sbalzi stagionali, e ama i terreni freschi.
La raccolta meccanizzata inizia verso la seconda metà di agosto e prosegue fino alla prima metà di settembre, quando i frutti hanno raggiunto la piena maturazione e iniziano a distaccarsi spontaneamente dai rami. Successivamente, vengono fatti essiccare al sole e poi conservate in locali chiusi e ben areati, collocato su strati di medio spessore.
La qualità e l’autenticità di queste nocciole ha fatto si che, nel 1993, abbiano ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta con il nome “Nocciola Piemonte IGP”.

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