Le origini del lattice e gli utilizzi moderni

Le origini del lattice e gli utilizzi moderni

Il lattice si presenta alla vista come un liquido bianco, lattiginoso, che a contatto con l’aria tende ad alterare la sua composizione e quindi a coagulare, diventando una sostanza gommosa e molto elastica.
Il lattice viene estratto principalmente dall’Hevea Brasiliensis, un albero tropicale, ma può essere ricavato anche da altre piante moracee e papaveracee, così come da alcuni funghi; tuttavia è il caucciù ( o anche albero della gomma) ad essere usato prevalentemente a tale scopo. Questa particolare tipologia di piante viene coltivata in paesi a clima tropico- equatoriale, quali Brasile, dove cresce spontaneamente, Asia e Africa.
Il liquido in questione è composto in percentuale maggiore da acqua, piccole percentuali di proteine, sali minerali ed enzimi, mentre per il restante 40% è composto da gomma.

Estrazione del lattice

Il procedimento di estrazione del lattice è tutt’altro che semplice ed è necessario conoscere molto bene il tipo di albero che si sta andando ad incidere.
Infatti il liquido viene prodotto da tessuti secretori interni alla pianta stessa e il procedimento prevede che ,per estrarlo, si debbano praticare delle incisioni sulla corteccia del tronco.
Ma attenzione: non tutti gli alberi sono pronti ad essere sottoposti a questo processo! La raccolta di lattice può avere inizio solo quando si è certi che l’albero abbia raggiunto i cinque anni di età, e comunque lo stesso albero non può essere sfruttato a questo scopo per più di vent’anni.
Le incisioni vengono praticate a spirale nella corteccia del tronco, posizionando alla base un contenitore per raccogliere il lattice nella fase di colatura; la ferita viene incisa nuovamente di un millimetro ogni due giorni per assicurare nuovo afflusso di liquido.
Da un singolo albero di gomma, che può essere inciso anche più di cento volte l’anno, possono essere ricavati anche tre chili di gomma annuali.

Lavorazione del lattice

Dopo la raccolta, inizia la lavorazione del lattice, con la quale si procede per fasi. Si inizia aggiungendo aria al composto resinoso, in modo da ottenere la famosa schiuma di lattice; fatto ciò, la schiuma viene poi trasferita in degli stampi appositi e sottoposta al processo di vulcanizzazione, che lega chimicamente la gomma presente nel lattice allo zolfo attraverso il riscaldamento, permettendo alla gomma di acquisire proprietà elastiche rafforzandone anche la resistenza ed eliminando contemporaneamente la collosità e le proprietà abrasive.

Dal caucciù alla camera da letto

Le lastre di lattice, dalla forma di cuscini o materassi, dopo essere state sottoposte ad un controllo di qualità, sono pronte per essere immagazzinate e, in seguito, vendute.
L’uso del lattice è ormai un must nella produzione industriale di materassi e cuscini, ma anche in quella di articoli igienico sanitari, come preservativi e guanti, ed è cresciuto a dismisura nel corso degli anni. È infatti un materiale che si adatta facilmente a vari tipi di consumo e viene usato anche per rivestimenti, imbottiture, giocattoli e guarnizioni.

I vantaggi di un materasso in lattice

Sono sempre di più le persone che lamentano disturbi alla schiena, vuoi per lavoro, vuoi per posture scorrette. È importante che almeno durante la notte sia favorita una posizione comoda alla colonna vertebrale, che vada ad appianare i problemi presenti e non ad aggravarli.
Il lattice offre vantaggi che altri materiali non forniscono, prima fra tutte l’aerazione: è infatti traspirante e particolarmente indicato alle persone che di notte soffrono di sudorazione eccessiva.
Il secondo vantaggio è rappresentato proprio dalla sua elasticità e forza di rimbalzo, che sostengono il peso del corpo senza difficoltà; in più il lattice è un materiale longevo, quindi l’acquisto di materassi e cuscini potrebbe essere un buon investimento per numerosi anni a venire, specie con la giusta manutenzione e accortezze.
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