Quali sono i costi da sostenere per studiare all’università?

Quali sono i costi da sostenere per studiare all’università?

Iscriversi all’università non è affatto semplice. Certo, c’è la voglia di studiare, di provare a essere competitivi sul mercato del lavoro. Ma c’è un altro scoglio da superare. E riguarda l’aspetto economico.

Sì, perché tra le scuole superiori e, appunto, l’università ci passa un mondo. Prima di tutto per quanto concerne le spese. Ed è proprio di questo che tratteremo in questo paragrafo.

I costi da sostenere per studiare all’università sono molteplici. Primo tra tutti, ovviamente, le tasse. A seconda della struttura in cui ti iscriverai, le tasse possono essere diverse. Inoltre, ciò dipende anche dalle Regioni, che hanno delle imposte diverse.

Un conto è, per dirne una, iscriversi a una università privata e un’altra in quella pubblica. Se nel primo caso, di solito, vengono offerte più opportunità dal punto di vista lavorativo e una migliore organizzazione burocratica, dall’altro c’è da dire che il prezzo lievita sensibilmente.

Alcune università, addirittura, non hanno le fasce di reddito e possono anche avere una tassa unica per tutti. Indipendentemente da quanto una famiglia guadagna. Si va da 2 o 3mila euro a 8/10mila euro.

Pensi che sia finita qua? In realtà no. Ci sono vari aspetti che devono essere approfonditi. Ragiona: come passi un esame? Studiando dai libri. E i testi non piovono da cielo. Ma, anzi, vanno acquistati. E a differenza delle scuole superiori dove un volume è valido tutto l’anno, nel caso dell’università i libri cambiano a ogni esame. In molteplici casi, inoltre, sono anche più di uno. 

Se un libro può avere mediamente un costo di 30€ e ci vogliono due libri per passare un esame, sono 60€ a esame. Devi superare 25 esami? Benissimo, fai 25 per 60€ e capirai quanto può costarti mediamente l’università, da questo punto di vista. Ovviamente, sono stime ed esempi. Il senso è che devi vedere ogni voce per calcolare il costo dell’università.

No, non abbiamo finito (purtroppo per te). Mettiamo che vivi in un piccolo paesino di provincia mal collegato. Non ci sono i mezzi pubblici – e ti assicuriamo che è una ipotesi assolutamente verosimile –. Il risultato? Dovrai vivere fuori sede. E vivere fuori sede significa spendere i soldi per l’affitto, per le bollette, per la spesa quotidiana, per il divertimento minimo che si può concedere uno studente universitario. 

Alcune città d’Italia – come Roma e Milano – offrono sì tanto ma sono molto costose. Non è certamente un caso che, molto spesso, la voce inerente la vita fuori sede ‘occupi’ gran parte del budget di uno studente. Basta dare una occhiata ai prezzi degli affitti per rendersi conto di quanto può costare vivere fuori sede in un’altra città.

Inoltre, per sostenere questi costi, potresti pensare di richiedere un piccolo prestito, così da pagare le tasse universitarie “a rate”, anche con interessi bassi. Almeno, così, tamponi una parte delle voci che sono presenti.

A ciò va aggiunta anche la questione trasporti. Di solito, chi decide di vivere nella città che ospita l’università, fitta una stanza accanto l’edificio universitario. È una questione per risparmiare soldi e tempo. Eh sì, perché spesso non si valuta un altro fattore molto importante: i trasporti. Se la casa vicino l’università costa troppo e, quindi, per ridurre le spese devi fare di necessità virtù dovrai ‘accontentarti’ di una location che non è troppo vicina all’università. 

Significa, in altre parole, che dovrai avere un’altra spesa fissa che riguarda l’abbonamento mensile del treno, dell’autobus, del tram, del tram. Insomma, del mezzo che preferisci. 

Questa spesa, però, deve sostenerla anche di decide di continuare a vivere dai propri genitori o, comunque, di non trasferirsi. Devi essere davvero fortunato per abitare così vicino l’università da andare a piedi. 

Nella stragrande maggioranza dei casi, invece, dovrai prendere i vari mezzi pubblici. Alt, no. Non è ancora finito. Perché a ciò devi prevedere altre spese. Certo, sono in misura minore. Possiamo definirle quasi accessorie ma vanno comunque prese in considerazione.

Qualche esempio? Metti che devi fare un lavoro di gruppo e hai bisogno di fare delle fotocopie. Queste sono comunque spese da inserire nel conteggio. Senza dimenticare che possono giungere altre spese relative alla burocrazia. Una tassa per la tesi di laurea, per ritirare la pergamena. 

Ah, dimenticavamo. La tesi dovrai comunque stamparla. Generalmente le copie sono tre e, quindi, anche in questo caso, metti tutto nel conteggio. Infine, salvo imprevisti, non puoi discutere la tesi di laurea in tuta o con un vestito casual.

Dovrai avere giacca, cravatta e un pantalone di un certo stile. Se già possiedi tutto questo, allora vai a cavallo. Ma se sei costretto a comprarli, non te la potrai cavare con pochi euro.

Ecco, dopo questo, possiamo dire che abbiamo fatto un resoconto delle spese da sostenere all’università. Però, ti assicuriamo, che la soddisfazione di raggiungere il traguardo va al di là di ogni sacrificio economico che viene fatto. 

micheleesperto
micheleesperto

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