Zerocalcare: tutti i suoi lavori migliori

Zerocalcare: tutti i suoi lavori migliori

Michele Rech, meglio noto al grande pubblico con il nome d’arte Zerocalcare, è probabilmente il maggior fenomeno dell’editoria italiana a fumetti degli ultimi anni. Dalla gavetta come autoproduttore, passando per un blog e l’attività di supporto ai centri sociali, l’autore è oggi noto universalmente per la sua carica satirica, in grado di toccare nel profondo le coscienze e scalfire con ironia anche i poteri più profondi del nostro Paese.

Zerocalcare: la sua carriera

Nato a Cortona il 12 dicembre 1983 sotto il nome di Michele Rech, Zerocalcare “rinasce” sul web come nickname da utilizzare su uno dei primi blog dell’epoca pre-social network. Pare che l’ispirazione per lo pseudonimo che l’avrebbe reso noto al grande pubblico sia sorta ispirandosi ad una pubblicità televisiva di un noto prodotto per lavatrici.

Già questo basterebbe ad inquadrare la verve satirica del personaggio: partito come autore di nicchia pressoché sconosciuto, che autoproduceva i suoi primi lavori pubblicando fanzine e strisce sul suo blog, oggi viene pubblicato dalla Bao Publishing ed è uno dei più apprezzati autori a fumetti degli ultimi anni, arrivando ad una vera e propria rivincita nel circuito mainstream, come testimonia la candidatura al prestigioso Premio Strega.

I suoi libri hanno raggiunto un grande successo di pubblico, rendendolo evidentemente un vero e proprio “portavoce generazionale”: la generazione cui ci riferiamo è senz’altro quella del mondo alternativo, degli antagonisti, dei centri sociali e della militanza. Ma quel mondo non ne è più il contorno esclusivo, come testimoniano le vendite delle opere (oltre 700.000 copie al 2018) e uno dei più grandi riconoscimenti che un autore contemporaneo possa anelare: una mostra personale al MAXXI, che si è conclusa nel marzo 2019, con annessa pubblicazione dei migliori titoli dell’autore con una collana curata da La Repubblica e L’Espresso.

La vita e la poetica

Ma qual è il mondo poetico cui si ispira l’autore, e che tanta parte ha avuto nel decretarne il successo e la visibilità? Zerocalcare ha dichiarato di aderire allo “straight edge”, uno stile di vista legato all’ambiente punk hardcore che impone astinenza rispetto ai principali vizi degli artisti: fumo, alcool, droghe e, in generale, tutto ciò che può inquinare lo sviluppo esistenziale.

Si può dire che tutti i migliori lavori di Zerocalcare siano collegati da un filo conduttore: la capacità di esprimere a fumetti l’insieme di sentimenti, emozioni e situazioni in cui il lettore medio si trova immerso tutti i giorni. Tutto ciò, evidentemente, attingendo in larga parte anche alle esperienze di vita vissute in prima persona dall’autore.

Lo stile essenziale, la narrativa realistica e l’immedesimazione sono probabilmente gli elementi che denotano maggiormente la risposta di pubblico del fumettista: opere come Dimentica il Mio Nome rappresentano un caposaldo nell’elaborazione del lutto per la scomparsa di una persona cara; gli Accolli sono situazioni in cui tutti ci siamo trovati una volta o l’altra e che, grazie alla sua elaborazione, divengono chiari, esorcizzati. Si ride per riflettere, si riflette per vivere.

I lavori migliori di Zerocalcare

La produzione di Zerocalcare è davvero molto ampia, e a la qualità dei suoi lavori testimoniata dal grande successo di pubblico e di critica di cui abbiamo dato conto poc’anzi. Per questo, tutte le sue opere andrebbero lette per apprezzare al meglio la crescita e l’evoluzione del “Zerocalcare pensiero”. Tuttavia, se ci dovessero chiedere quali sono i lavori migliori di Zerocalcare, abbiamo immaginato di fornire una ideale top 5 dei libri da leggere per avvicinarsi a questo artista straordinario. Eccoli.

1. La Profezia dell’Armadillo
Si tratta del primo libro a fumetti pubblicato da Zerocalcare, nell’ormai lontano 2011. Più che un’opera unica è una raccolta di piccole storie brevi di carattere autobiografico e che vale, soprattutto, ad introdurre e caratterizzare alcuni dei personaggi ricorrenti nella poetica del fumettista: Armadillo, Secco e Greta, i genitori del protagonista e così via.

2. Dodici
Dichiaratamente ispirata alla Serie TV 24, la storia di Dodici si svolge nel carcere di Rebibbia nel lasso di una mezza giornata, e vede Zerocalcare e colleghi combattere un’invasione zombie, attraverso situazioni surreali e ironiche che vengono sapientemente intrecciate con riferimenti ed eventi di chiaro stampo autobiografico.

3. Dimetica il Mio Nome
Abbiamo già citato questo libro, che rappresenta forse lo sbocco più poetico e toccante dell’opera di Zerocalcare. La graphic novel è stata candidata al Premio Strega 2015 e, attraverso un racconto che potremmo definire di formazione, affronta la delicata tematica del lutto e di come questo comporti l’inevitabile passaggio dall’adolescenza all’età adulta, ripreso attraverso tre generazioni della medesima famiglia.

4. L’elenco telefonico degli Accolli
Anche quest’opera rappresenta una raccolta di storie precedentemente pubblicate da Zerocalcare sul suo blog: colpisce tremendamente l’ironia che definisce il concetto di accollo, chiave di lettura delle storie che vengono riportate in successione.

5. Kobane Calling
L’opera più politicamente impegnata di Zerocalcare è la “riduzione” a fumetti in forma di reportage di un viaggio che l’autore ha compiuto nei pressi di Kobane, città al confine tra Siria e Turchia. Lo sfondo è quello del conflitto tra curdi e Stato Islamico, qui riletto nella lente della riflessione politica di Zerocalcare: a prescindere dalle idee di ognuno, rappresenta uno spunto di riflessione sulla tremenda situazione che da anni devasta una parte di mondo da molti di noi ignorata.

 

Aristide Banfi
Aristide Banfi

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