Freelance o investimento?

Il mercato del lavoro è in costante mutamento e questo cambiare costante porta al delinearsi di nuove figure, nuove realtà e nuove possibilità. Il buon vecchio lavoro dipendente da otto ore per cinque giorni alla settimana sta diventando più mutevole, flessibile e articolato, con nuovi modelli sempre più popolari.

Il professionista non è più una figura a cui rivolgersi andando in studio e consultandolo, ma si è mutato nel freelance: un individuo che mette le proprie capacità a disposizione di un cliente, con un modello lavorativo perlopiù a distanza (quando possibile) basato su interazioni iniziali indirette. A fianco di questa realtà, ne abbiamo un’altra in crescita, fortemente ispirata dalla possibilità di fare un investimento iniziale e lasciare che gli automatismi si occupino del resto. Questa tipologia di lavoro utilizza servizi automatici o semi-automatici per generare introito, lasciando tempo libero per dedicarsi ad altro o vivere di rendita passiva o che richiede comunque poco impegno.

Un investimento nell’automazione

Molti servizi sono ormai capaci di operare in autonomia, lasciando ai clienti la componente gestionale e richiedendo una presenza praticamente nulla. Si tratta di business basati su piccole transazioni in cambio di un prodotto o di un servizio necessario, dal costo singolo molto basso ma che, scalandolo sul lungo periodo e su un numero consistente di clienti, potrebbe facilmente portare ad incassi elevati. Alcuni esempi possono essere i distributori automatici sparsi per i locali, le lavanderie a gettone, ma anche dropshipping e print on demand. Tutte realtà che richiedono un investimento iniziale più o meno consistente, per poi sviluppare un guadagno nel tempo in maniera quasi del tutto passiva.

Per svolgere i primi passi nel mercato servirà ovviamente della pubblicità, della progettazione e in generale molto impegno, ma una volta lanciato i costi in termini di tempo si andranno a ridurre alla semplice manutenzione e all’eventuale risoluzione di problemi.

Nelle grandi città, dove gli appartamenti costano cari e gli spazi si riducono sempre di più, un’attività in crescita è proprio quella delle lavanderie automatiche a gettone: costi di gestione bassi, poca concorrenza e spese relative sono a pulizia e piccola manutenzione. Una realtà di questo genere è Dry-tech.it, ossia un’azienda che consente di aprire una propria lavanderia in modo semplificato con l’ausilio di professionisti ed un marchio molto noto a sostenere l’attività.

Il lavoratore freelance

Un impiego decisamente più adatto a rendere le proprie tempistiche lavorativo molto flessibili e adatte a ricavarne del tempo libero, anche se è molto facile esagerare con il lavoro essendo, di base, un autonomo senza orari e limitazioni.

Le possibilità di guadagno sono molto elevate, in quanto tutto l’introito netto andrà nelle proprie tasche, ma è necessario avere un ricambio costante di clienti e lavori per garantire che esso sia sostenibile. Chiunque abbia particolari capacità o certificazioni può essere un freelance, fornendo servizi, prodotti o formazione.

Da autonomo, questo lavoratore andrà ad interfacciarsi con aziende e privati, idealmente possedendo una Partita IVA o, all’inizio, come prestazione occasionale, identificandosi come un vero e proprio professionista.

Rispetto alla libera professione come comunemente la intendiamo, cambia certamente il metodo di contatto, più rivolto al digitale che allo stabilire una propria attività, con un proprio ufficio dove essere raggiunti, ma cambia anche il metodo con cui si viene approcciati dai clienti.

Esistono siti dedicati che raccolgono annunci e pubblicizzano queste persone, oltre ad un utilizzo massiccio dei social per raggiungere potenziali clienti. Questo è particolarmente utilizzato quando la propria attività ha particolare appeal verso un pubblico più giovane ed interessato al mondo social, ottenendo così una campagna pubblicitaria praticamente gratuita.

Un punto decisamente a sfavore è in comune con qualsiasi autonomo ed è molto comune nelle fasi iniziali. Esagerare con le ore di lavoro, facendo notti insonni per finire un progetto accettato solamente per avere quel piccolo introito in più, è molto comune e porta molti all’esaurimento in tempi fin troppo brevi

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