La strada per il fallimento

Internet è pieno di articoli, guide e suggerimenti scritti ed ideati per fornire una linea guida atta alla creazione di un brand potenzialmente di successo, elencando i passi necessari a superare la concorrenza ed aumentare i propri introiti.

D’altro canto, però, molto più raramente vediamo l’opposto, ossia un decalogo di tutti i comportamenti e le azioni che possono portare al fallimento sotto determinate condizioni. Tutti questi concetti, tra l’altro, possono essere applicati non soltanto su piccola scala, riferendosi al locale o al negozio a gestione familiare, ma su scala molto più grande.

Una brand identity non definita

Con brand identity s’intende l’identità del proprio marchio o della propria azienda. Prima di aprire una qualsiasi forma di attività è bene avere in testa la direzione che si vorrà prendere. Ciò significa che i valori dovranno essere ben definiti, così come l’immagine ed il pubblico che si vorrà ricercare. Dopo il lancio sul mercato ed il marketing iniziare, sarà ormai molto difficile fare modifiche che non appaiano forzate e all’insegna dell’ipocrisia.

Su larga scala, ad esempio, un esempio potrebbe essere un brand di abbigliamento che offre capi di media qualità, a basso prezzo, con un look modaiolo per rivolgersi a ragazzi giovani che ricercano uno stile particolare. A partire da questa impostazione, sarebbe molto complesso cambiare approccio alzando i prezzi per entrare nel mondo del lusso. Operazioni del genere richiedono infatti anni di marketing ben oculato e sono spesso destinate a fallire.

Lo stesso si può applicare anche su piccola scala, prendendo in esempio un piccolo locale appena aperto, dall’atmosfera cordiale e leggera, magari un normale pub cittadino. Un locale del genere attirerà una determinata clientela interessata a quei servizi che può offrire. Inseguire successivamente l’opportunità di cambiare il proprio stile diventando un locale alla moda non farà altro che allontanare i vecchi clienti e non avvicinarne di nuovi, ancora legati alla vecchia immagine.

Non essere riconoscibili

Difficile realizzare qualcosa di nuovo, ma ciò che conta non è tanto l’idea, quanto più l’apparente unicità. Per aprire un’attività o un locale non serve inventarsi qualcosa di mai visto prima in assoluto, ma piuttosto assicurarsi di essere unici nella propria zona.

Ciò richiede conoscenza dell’area e soprattutto molta ricerca, con eventualmente investimenti consistenti prima ancora di progettare l’apertura. Di contro, però, questo approccio può evitare il rischio di risultare omologati a tutto ciò che sta nei dintorni.

Ciò significa ricercare qualcosa di unico, anche un semplice dettaglio, che renda il proprio servizio riconoscibile da un grande pubblico, stimolando curiosità. Questo dettaglio può essere un prodotto particolare offerto, oppure il look generale degli interni o degli esterni. Altro fattore importante è proprio l’apparenza del proprio locale o della propria attività “da fuori”. Un’insegna ben curata e dal design accattivante come quelle realizzate da www.insegnevarese.it è infatti il primo passo per attirare la curiosità dei passanti, fondamentale soprattutto se ci troviamo su una via principale o molto trafficata.

Non seguire le tendenze sociali

In questi ultimi anni stiamo vedendo come continuamente la società sia attraversata da nuove tendenze o sollevazioni di natura ideologica. Lo notiamo con l’affermazione del movimento LGBT, della Body Positivity, del rispetto delle minoranze. Tutte queste correnti portano anche il marketing a dover cambiare per cercare di essere inclusivi e rivolti all’accettazione della novità, in modo da apparire più aperti e dinamici. Ciò non significa andare contro la propria identità, ma piuttosto includere persone ed idee che precedentemente non erano rappresentate. L’assenza di questa condizione può rivelarsi più deleteria di quanto si possa pensare, risultando in un’immagine non al passo con i tempi e poco moderna.

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